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Prossimo incontro del gruppo “amici del libro” di Montichiari

Posted on giovedì, gennaio 7, 2010 in Tutti gli articoli, eventi, letteratura, news

Gli “Amici del libro di Montichiari” comunicano che il prossimo incontro si terrà il 22 GENNAIO ore 20.45 presso la  Sala grande   della ex-Biblioteca in Via xxv Aprile. La discussione verterà sul romanzo ” LA LUNA E I FALO’ “  di   Cesare Pavese,  editore Einaudi, euro  10 pavese

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L’ingresso è naturalmente libero e gratuito

«La luna è il libro che mi portavo dentro da piú tempo e che ho piú goduto a scrivere. Tanto che credo che per un pezzo – forse sempre – non farò piú altro. Non conviene tentare troppo gli dèi».

(Cesare Pavese)

 
    Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in provincia di Cuneo, dove il padre, cancelliere del tribunale di Torino, aveva un podere. Ben presto la famiglia si trasferisce a Torino, anche se le colline del suo paese rimarranno per sempre impresse nella mente dello scrittore e si fonderanno pascolianamente con l’idea mitica dell’infanzia e della nostalgia. Il padre di Cesare muore quasi subito: questo episodio inciderà molto sull’indole del ragazzo, già di per sé scontroso e introverso.

     Molti si sono occupati dell’adolescenza di Cesare, di questo ragazzo timido, amante dei libri, della natura e sempre pronto ad isolarsi dagli altri, a nascondersi, a inseguire farfalle e uccelli, a sondare il mistero dei boschi.Davide Laiolo, suo grande amico, in un libro intitolato Il vizio assurdo tende ad evidenziare due elementi fondamentali: la morte del padre e il conseguente irrigidirsi della madre che, con la sua freddezza ed il suo riserbo, attuerà un sistema educativo più da padre asciutto ed aspro che non da madre affettuosa e dolce. L’altro elemento è la tendenza al «vizio assurdo» , la vocazione suicida. Ritroviamo infatti sempre un accenno alla mania suicida in tutte le lettere del periodo liceale, soprattutto quelle dirette all’amico Mario Sturani.
             

Dopo la fine della guerra si iscrive al Partito comunista ma anche questa scelta, come la crisi religiosa, altro non era se non un ennesimo equivoco, una nuova maniera di prendere in giro se stesso, di illudersi di possedere quella capacità di aderenza alle cose, alle scelte, all’impegno che invece gli mancavano. La sua probabilmente era una sorta di tentativo di riparazione, di voglia di mettere a posto la coscienza e del resto ancora il suo impegno è sempre letterario: scrive articoli e saggi di ispirazione etico-civile, riprende il suo lavoro editoriale, riorganizzando la casa editrice Einaudi, si interessa di mitologia e di etnologia, elaborando la sua teoria sul mito, concretizzata nei Dialoghi con Leucò.

Poesie, romanzi, saggi

Poesie giovanili, a.c.d. Attilio Dughera e Mariarosa Masoero, Torino, Einaudi 1989 (edizione fuori commercio).

  • Lavorare stanca, (poesie), Solaria, Firenze, 1936; ed. ampliata con le poesie dal 1936 al 1940, Einaudi, Torino, 1943.
  • Notte di festa (racconti), raccolta postuma, Einaudi, Torino, 1953.
  • Il carcere, Einaudi, Torino, 1949 (nel volume, comprendente anche La casa in collina, dal titolo Prima che il gallo canti).
  • Paesi tuoi, (romanzo), Einaudi, Torino, 1941.
  • La bella estate, Einaudi, Torino, 1949 (nel volume anche Il diavolo sulle colline e Tra donne sole).
  • La spiaggia, (romanzo) nella rivista “Lettere d’oggi”, Roma, 1941, n. 7. Poi in volume, Lettere d’oggi, Roma, 1941; nuova edizione postuma, Einaudi, Torino, 1956.
  • Feria d’agosto, (racconti), Einaudi, Torino, 1946.
  • Racconti (frammenti di racconti e racconti inediti, in aggiunta a quelli di Notte di festa e di Feria d’agosto); raccolta postuma, Einaudi, Torino, 1960.
  • La terra e la morte (9 poesie) nella rivista “Le tre Venezie”, Padova, 1947, n. 4-5-6; nuova edizione postuma, in Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Einaudi, Torino, 1951; compreso anche in Poesie edite e inedite, Einaudi, Torino, 1962.
  • Dialoghi con Leucò, (racconti – conversazioni a due tra personaggi mitologici), Einaudi, Torino, 1947.
  • Fuoco grande (scritto a capitoli alterni in collaborazione con Bianca Garufi); pubblicato postumo, Einaudi, Torino, 1959; incompiuto.
  • Il compagno, romanzo, Torino, 1947.
  • La casa in collina, Einaudi, Torino, 1949 (in Prima che il gallo canti).
  • Il diavolo sulle colline, Einaudi, Torino, 1949 (in La bella estate).
  • Tra donne sole, Einaudi, Torino, 1949 (in La bella estate).
  • La luna e i falò, romanzo, Einaudi, Torino, 1950.
  • Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, (10 poesie), pubblicate postume insieme a La terra e la morte, nel volume dal titolo omonimo, Einaudi, Torino, 1951; comprese anche nel volume Poesie edite e inedite, Einaudi, Torino, 1962.
  • Il diavolo sulle collineGioventù crudele (due soggetti cinematografici), in “Cinema nuovo”, settembre-ottobre 1959.
  • La letteratura americana e altri saggi, saggi e articoli 1930-1950, Einaudi, Torino, 1951.
  • Poesie edite e inedite , (tutte le poesie di Lavorare stanca, La terra e la morte, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, più 29 poesie inedite); pubblicato postumo, Einaudi, Torino, 1962.
  • Otto poesie inedite e quattro lettere a un’amica (1928-1929), Scheiwiller, Milano, 1964; postumo.
  • Lettere 1924-1944, a cura di Lorenzo Mondo, Einaudi, Torino, 1956; postumo.
  • Lettere 1945-1950, a cura di Italo Calvino, Einaudi, Torino, 1966; postumo.
  • Ciau Masino, Einaudi, Torino 1968 (edizione fuori commercio, nello stesso 1968 in Racconti, Einaudi, Torino (opere di Cesare Pavese, vol. XIII tomo I))
  • Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950, pubblicato postumo, Einaudi, Torino, 1952. Nuova edizione condotta sull’autografo a cura di Marziano Guglielminetti e Laura Nay, ibid. 1990
  • Vita attraverso le lettere, a cura di Lorenzo Mondo, Einaudi, Torino, 1966
  • Dodici giorni al mare, a cura di Mariarosa Masoero, Galata edizioni, Genova, 2008
  • Officina Einaudi – Lettere editoriali 1940-1950, a cura di Silvia Savioli, Einaudi, Torino, 2008
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 Recatosi a Roma per lavoro ( dove soggiornerà per un periodo stabilmente, a parte qualche periodica evasione nelle Langhe) conosce una giovane attrice: Constance Dowling. È di nuovo l’amore. La giovane con le sue efelidi rosse e forse in qualche modo con una sincera ammirazione per un uomo ormai famoso e noto, ricco di intelletto e capace di una forte emotività, accende ancora una volta Cesare, ma poi va via, lo abbandona. Costance torna in America e Pavese scrive Verrà la morte e avrà i tuoi occhi….

A questo secondo abbandono, alle crisi politiche e religiose che riprendono a sconvolgerlo, allo sgomento e all’angoscia che lo assalgono nonostante i successi letterari ( nel 1938 Il compagno vince il premio Salento; nel 1949 La bella estate ottiene il premio Strega; pubblica La luna e i falò, considerato il suo miglior racconto) alla nuova ondata di solitudine e di senso di vuoto non riesce più a reagire. Logorato, stanco, ma in fondo perfettamente lucido si toglie la vita in una camera dell’ albergo Roma di Torino ingoiando una forte dose di barbiturici. È il 27 agosto del 1950. Solo un’annotazione, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono…».

Aveva solo 42 anni.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

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